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Agosto 28, 2024Come scegliere l'impianto fovoltaico
Ci sono impianti fotovoltaici che, grazie al risparmio generato, si ripagano da soli in circa 4 anni — mentre altri hanno bisogno di 6 anni.
Gli impianti nel corso di vita generano un ritorno economico di 5 euro per ogni euro investito, mentre altri rendono almeno il doppio.
Cosa fa la differenza?
La scelta dei componenti, delle configurazioni e dei giusti incentivi influisce notevolmente sul ritorno economico che riceverai dall'investimento. In più, un impianto ben progettato ti permette non solo di risparmiare sulla bolletta energetica, ma anche di generare profitto cedendo l'energia prodotta in eccesso.
Quali sono i prezzi d'esempio per un 3 e un 6 kW
Un impianto da 3 kW è generalmente adatto per famiglie con consumi energetici moderati. Il prezzo chiavi in mano può risultare inferiore ai 6mila euro.
Invece l'impianto fotovoltaico da 6 kW viene tipicamente scelto da famiglie numerose o con consumi medio alti. Può costare meno di 10mila euro.
La scelta di componenti di maggior qualità può aumentare il costo iniziale, portandoti però un miglior ritorno economico nel corso di vita dell'impianto. In più, ci sono pannelli garantiti per offrire ottime prestazioni per almeno 40 anni.

Quanto costa aggiungere una pompa di calore
L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico può alimentare una pompa di calore per produrre gratuitamente acqua calda, riscaldamento invernale e raffrescamento estivo.
Il 75% circa dell'energia utilizzata dalle pompe di calore è catturata gratuitamente dall'aria esterna, mentre la restante parte può sfruttare l'elettricità prodotta dal fotovoltaico.
A differenza di una caldaia, una pompa di calore dura di più e richiede meno manutenzione. La pompa di calore non produce gas di combustione e quindi evita l'emissione di particelle dannose.
Con un unico sistema puoi riscaldare e raffrescare casa, evitando inutili duplicazioni degli impianti. Le pompe di calore aria acqua sono compatibili con i tradizionali radiatori, con i sistemi a pavimento, oppure con split o ventilconvettori.
Il prezzo di una pompa di calore si aggira intorno ai 7.000 euro, compresa l'installazione. Tuttavia la scelta del modello deve tenere conto del clima della zona in cui si vive: in regioni più fredde una pompa di calore aria acqua potrebbe risultare più efficiente, mentre in zone più miti una più economica aria aria potrebbe rivelarsi ideale.
Pro e contro dell'accumulo
In diversi casi il problema dell'accumulo è il costo iniziale. Una batteria da 10kWh, di elevata qualità, potrebbe costare fino a 10mila euro. Quella da 5kWh meno di 7mila euro.
Grazie alla detrazione 50% un accumulo ben dimensionato è un investimento che può ripagarsi da solo in poco più di 8 anni: dal punto di vista economico risulta meno vantaggioso rispetto al fotovoltaico da solo o magari rispetto all'aggiunta di una pompa di calore.
In più, tipicamente l'accumulo non conviene a chi ha consumi ridotti, ad esempio inferiori ai 600 euro all'anno.
Eppure in tanti l'accumulo preferiscono averlo. E hanno le loro ottime ragioni.
L'accumulo può portarti un beneficio economico perché aumenta l'autoconsumo dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico, con un vantaggio ancor maggiore se hai anche una pompa di calore.
Le batterie aumentano la tua indipendenza energetica e forniscono un sistema di back-up per la casa, che torna utile in caso di interruzioni della corrente.
La garanzia del produttore può superare i 10 anni, con una vita utile di solito superiore a 15 anni.


L'opportunità degli ottimizzatori
Gli ottimizzatori di potenza sono dispositivi che massimizzano la produzione di energia di ciascun pannello solare, ad esempio rivelandosi particolarmente utili in situazioni di ombreggiamenti parziali.
Aggiungerli potrebbe costare circa 100 euro per ogni modulo fotovoltaico, a fronte di un aumento della resa dell'impianto attorno al 20-25%. In diversi casi il ritorno economico è molto allettante.
Tuttavia, se l’impianto è installato in una posizione senza ombreggiamenti e con un orientamento ottimale, gli ottimizzatori potrebbero non essere necessari e il costo non giustificare il beneficio.
Esempio: come una semplice scelta progettuale può aiutarti a guadagnare 35mila euro in più
La capacità del progettista di individuare la miglior soluzione per il tuo caso specifico è l'elemento che maggiormente contribuirà alla redditività del tuo impianto.
Prendiamo come riferimento un impianto da 3kW nel centro Italia, che sfrutta i tradizionali incentivi della detrazione 50% e scambio sul posto; in più, cautelativamente, ipotizziamo:
- 6.100 euro come prezzo iva inclusa per l'impianto chiavi in mano, probabilmente più alto di quello che trovi ora
- 0,28 €/kWh come prezzo dell'energia
- autoconsumo del 30%.
Per questo impianto, abbastanza standard, il ritorno economico al netto del costo iniziale sarà di circa 30mila euro in 20 anni — e molto di più se consideri che un impianto ha un ciclo di vita che può superare i 40 anni.
Ma adesso immaginiamo che il progettista trovi una soluzione particolare per aiutarti a portare l'autoconsumo al 70% — ad esempio sfruttando la domotica per accendere gli elettrodomestici (come la lavatrice) nei momenti in cui l'impianto produce energia.
In tal caso, il tuo profitto entro 20 anni salirebbe dai circa 30mila euro iniziali a circa 65mila euro: 35mila euro di risparmio in più, dovuti a una migliore soluzione complessiva.
Un buon installatore ti aiuterà anche a sfruttare i migliori incentivi, con semplicità
La detrazione tradizionale al 50% con scambio sul posto — che remunera l'energia messa in rete — è l'incentivo più gettonato. Gli installatori ti aiuteranno nelle pratiche burocratiche per ottenerlo facilmente.
Tra le detrazioni tradizionali c'è anche l'ecobonus al 65% per l'eventuale pompa di calore, il bonus 50% per l'accumulo oppure il bonus al 65% per la domotica. A volte potrai sfruttare incentivi di carattere locale, di cui potranno parlarti proprio gli installatori specializzati per la tua zona.
Nota: per chi installa l'impianto dopo il 31 dicembre 2024, le detrazioni al 50% o 65% dovrebbero scendere al meno vantaggioso 36%.
Ci sono poi i nuovi incentivi per l'autoconsumo diffuso, che offrono una tariffa incentivante per condividere l'energia prodotta con gli edifici all'interno della stessa cabina primaria (all'incirca ne trovi una ogni 30.000 abitanti).
Chi abita in un comune con meno di 5mila abitanti e aderisce a una Comunità Energetica o a un Gruppo di Autoconsumatori, può ricevere un contributo a fondo perduto che copre fino al 40% del costo dell'impianto.

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